#42 Storie di nuvole e foglie \ KAZUTO TAKEGAMI

Ritorna a Manifiesto Blanco, dopo la personale del 2022, il pittore giapponese Kazuto Takegami, con una mostra che trasforma la galleria in un luogo di meditazione, dove le tele dipinte vibrano e trasmettono energie ancestrali, tra cieli 

verde-acqua, nostalgici orizzonti di oceani lontani e creature ospitate da boschi e rami.

Sia in Italia che in Giappone abbiamo esperienza di ammirare foglie e nuvole nel divenire delle stagioni, con colori, temperature, luci diverse. Non è così in tutte le parti del mondo. 

Sempre presenti sopra e sotto di noi, foglie e nuvole sono certamente una preziosa eredità dei nostri territori e dei nostri cieli, messaggeri portatori di storie, gioie e, talvolta, ferite. Takegami, da osservatore della Natura, percepisce le vibrazioni di questi elementi, esempio dell’effimero e del transitorio che donano al nostro sguardo la bellezza delle loro mutevoli forme e colori. 

Le nuvole: basta alzare lo sguardo verso il cielo. Quante immagini si creano nella casualità delle correnti d’aria calda e fredda, in quell’effetto di soffice morbidezza che riporta a quando eravamo piccoli, aprendo il cuore – inaspettatamente – a ricordi che erano rimasti sopiti. 

Quel che si vede, poco dopo non c’è più. Vederlo è cogliere l’attimo, l’emblema della preziosità del singolo momento che quando accade – poi – non torna mai identico a prima. 

Fatte di acqua sospesa, sono un filtro nel cielo che esalta i colori di albe e tramonti, nel passaggio del tempo. Il temporale le rende protagoniste e scarica sulla terra la pioggia che disseta, distrugge, ricrea. 

Le foglie: alberi e piante con le loro fronde ci riparano dalla luce, creando rifrazioni cangianti quando scorgiamo il sole fra i rami; luce che – filtrata dall’aria – arriva a noi e ci fa percepire un leggero brivido di bellezza che riequilibra le nostre forze e accarezza cicatrici. 

Le foglie servono alle piante per trasformare la luce nel loro nutrimento, sono dei “visi” rivolti verso il sole per raccoglierlo e filtrarlo in elisir di vita. 

Le loro venature ricordano le rughe che gradualmente appaiono sui nostri volti, tra sorrisi, lacrime, gioie e dolori della vita. Proteggono le creature di boschi e parchi. Il vento le sposta, le fa cadere, e crea nuovi passaggi, come messaggi tra cielo e terra. 
L’esposizione delle opere di Takegami ci accompagna in questo percorso di storie e memorie, con quadri, disegni e piccole sculture che raffigurano momenti di stupore e bellezza del transitorio, schegge di una quotidianità resa protagonista nell’attimo di splendore che si è manifestato e che va conservato nel ricordo, come qualcosa di prezioso.